Il cimitero di Praga (o l’oscuro fascino del falso si potrebbe aggiungere) narra la vicenda di Simone Simonini, falsario e mistificatore, personaggio odioso che odia visceralmente. Simonini, dopo le macchinazioni italiche in quel di Torino, per salvare la pelle si sposta in Francia, all’epoca patria dei complotti e crogiolo dei machiavellici affari continentali. In punta di penna (in quanto abile falsario richiestissimo) attraversa l’Europa tra cospirazioni, intrighi e sotterfugi. Col fare sapiente e velenoso di fine amanuense, si costruisce quel mosaico di menzogne che porterà a uno dei più nefandi falsi della modernità, i Protocolli dei Savi di Sion. Eco non cela mai la ripugnanza del suo protagonista: lo mette in scena senza redimerlo, lasciando che il suo cinismo funga da lente di ingrandimento sulle miserie ideologiche e morali dell’Ottocento europeo.
Leggi tutto